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Delitto di Garlasco: il vice di Garofano "spiega" gli errori dei Ris
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Delitto di Garlasco: il vice di Garofano “spiega” gli errori dei Ris

primo piano di Chiara Poggi uccisa nel delitto di Garlasco

Una nuova e interessante visione su quanto accaduto nelle indagini per il delitto di Garlasco e il lavoro dei Ris.

Le indagini sul delitto di Garlasco e l’omicidio Chiara Poggi tornano a concentrarsi sull’attività svolta dai carabinieri del Ris di Parma nella villetta di via Pascoli il 13 agosto 2007 e nei mesi successivi. Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti ci sono anche alcuni accertamenti sul DNA, in particolare quelli relativi ai pedali della bicicletta di Alberto Stasi, e le modalità con cui furono eseguiti i sopralluoghi sulla scena del crimine.

due carabinieri in divisa durante un'ispezione
carabinieri – newsmondo.it

Delitto di Garlasco: parla il vice di Garofano

Nei giorni scorsi si è discusso dei risultati negativi della comparazione tra il DNA della vittima e il materiale genetico recuperato sui pedali della bici riconducibile a Stasi. Secondo quanto emerso, questi esiti sarebbero arrivati dopo un primo test positivo e non sarebbero stati inseriti nel fascicolo della Procura. Da qui le domande degli investigatori: perché quei risultati non sarebbero stati acquisiti agli atti e i consulenti delle parti ne erano a conoscenza? I genetisti della difesa di Stasi sostengono di non essere stati informati, mentre quelli della famiglia Poggi affermano il contrario.

Un altro fronte riguarda le prime ore delle indagini. A ricostruire quanto accadde è stato Marco Pizzamiglio, ex vicecomandante del Ris, ascoltato il 25 settembre dai sostituti procuratori di Pavia Valentina De Stefano e Giuliana Rizza.

Come riportato da Fanpage.it, Pizzamiglio ha spiegato di essere intervenuto nella fase iniziale perché il comandante Luciano Garofano era in ferie e lui ricopriva il ruolo di vicecomandante. Quel giorno, tuttavia, il reparto doveva affrontare anche un duplice omicidio a Treviso. Inoltre, la settimana di Ferragosto comportava una disponibilità di personale ridotta. “Io me ne sono occupato all’inizio, quando c’è stata la richiesta di intervento, perché il comandante Garofano era in ferie ed io ero il vice comandante. Il problema di Garlasco è stato che è avvenuto contemporaneamente ad un grave duplice omicidio a Treviso. In quel periodo, essendo periodo estivo, c’era poco personale“.

Cosa è successo nella villetta di via Pascoli

Il militare ha raccontato di essersi recato a Garlasco con il colonnello Mattei e una squadra di dattiloscopisti, dopo aver ricevuto indicazioni secondo cui sarebbero state necessarie soltanto rilevazioni delle impronte. “Non avevo biologi, ero l’unico biologo”, ha precisato.

Una volta arrivato nella villetta, però, si trovò davanti a una scena con molto sangue. “Non eravamo attrezzati per la biologia”, ha riferito, spiegando che quel giorno furono eseguiti soltanto rilievi fotografici. Gli accertamenti biologici vennero effettuati in un secondo momento, mentre Mattei tornò più volte per ulteriori verifiche dattiloscopiche.

Non è dimostrato che il ritardo abbia compromesso le analisi. Restano però interrogativi sugli elementi non repertati, tra cui i capelli sul lavandino del bagno e il tappetino arrotolato in cucina.

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ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2026 11:10

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